Scuola materna a Dolzago (LC)

I criteri secondo cui è impostato il progetto sono conformi alle più attuali ricerche in materia urbanistica, architettonica, energetica e pedagogica, perché se è vero che una componente preponderante della qualità dell’insegnamento è dato dalla componente docente, non si possono ignorare i connotati psicologici e sociali dell’ambiente scolastico, come hanno evidenziato sia gli studi di prossemica e di comunicazione non verbale, sia le ricerche di psicologia cognitiva, che hanno dimostrato le influenze dell’ambiente stesso sulla dimensione affettiva e sui processi di apprendimento dell’individuo.

               

In particolare per l’impostazione della aggregazione degli spazi interni e per i riferimenti pedagogici si è fatto riferimento al “Reggio Emilia Approach”, modello educativo studiato ed imitato in tutto il mondo. La fondazione “Reggio children”, tramite le numerose pubblicazioni che ripercorrono i successi e le evoluzioni di un modello educativo straordinario, ha fornito la metodologia con cui si è potuto organizzare l’uso dell’intero sistema scuola. Secondo questo approccio la scuola è come una città, in cui la molteplicità degli spazi (strutturati o flessibili) connessi tramite una “piazza” (spazio connettivo e per le attività libere) riproduce la molteplicità funzionale degli edifici attorno alle piazze vere e proprie, favorendo lo sviluppo di comportamenti sociali nell’alunno. La piazza è un luogo attraversato dagli avvenimenti di tutti i giorni, il luogo privilegiato della scuola in cui si incontrano le storie, si tessono le relazioni, in cui il bambino costruisce la propria identità pubblica; lo spazio articolato offre ai bambini opportunità differenziate per lavorare e giocare in piccoli gruppi e svariate situazioni che invitano all’azione e alla esplorazione. Inoltre lo spazio aperto all’interno (il patio) è di fondamentale importanza per la vita della scuola, perché capace di rendere presente i vari elementi naturali (vegetazione stagionale, pioggia, sole, etc…) nell’ambiente costruito.

Le singole sezioni sono organizzate seguendo la normativa vigente e suddivise in tre ambiti differenti: a) lo spazio per le attività organizzate, ambiente a forma di “L” estremamente modulabile sia tramite arredi mobili che arredi fissi ma a configurazione variabile e la contigua area aperta di pertinenza della singola sezione, b) lo spazio per le attività libere o collettive, la “piazza” longitudinale, e c) lo spazio di servizio, con i tre ambienti consecutivi spogliatoio, lavamani e closet, e un deposito accessibile dalla “piazza” e dedicato alla singola sezione. In aggiunta sono disponibili alcuni spazi multi funzione e atelier oltre a una zona aperta coperta e pavimentata e una zona aperta non coperta al centro del “Giardino Sensoriale”.

Stagionalità del Giardino Sensoriale

Per quanto concerne la disposizione dell’edificio sul lotto sono state prese in esame tutte le condizioni d’uso al contorno per garantire l’integrazione dell’edificio stesso con l’insieme urbano in cui nascerà. Prima di ogni altro aspetto si è valutata la disposizione delle varie parti delle sezioni in merito all’ottimizzazione del comfort e delle necessarie esigenze di sicurezza dei piccoli ospiti della scuola: per questa ragione gli spazi delle sezioni dedicati alle attività organizzate sono stati dislocati verso il parco e ulteriormente protetti dai blocchi di servizi rispetto a quanto già garantito dalle pareti fonoisolanti istallate verso lo stabilimento Bonomelli. Con questa configurazione (spazi per attività organizzate lungo il lato est-nord-est e servizi opposti) gli alunni avranno la possibilità di percepire in ogni punto sia della zona chiusa che di quella aperta la qualificante presenza dei sempreverdi nel parco, mentre disponendo gli spazi per attività organizzate verso lo stabilimento Bonomelli si costringerebbero gli alunni a una percezione di corto raggio, limitata necessariamente alla zona esterna della scuola. Nella più recente pedagogia risulta di primaria importanza la maturazione, fin dai primi anni di vita, di una percezione ampia dello spazio vissuto, percezione in larga parte maturata nell’ambiente scolastico.

Il comfort ambientale delle sezioni è garantito anche da grandi lucernari che captano luce da sud e illuminano tutto l’ambiente con luce diffusa, al pari di quanto accade dalle ampie vetrate delle sezioni che però non consentono la fastidiosa luce diretta: con questa configurazione, secondo le simulazioni informatiche, il daylighting è completo, omogeneo e garantito in ogni condizione atmosferica e in ogni periodo dell’anno scolastico. Inoltre la provenienza multipla della luce solare rende nullo – o pressoché tale – l’auto-ombreggiamento che l’alunno potrebbe generare nel momento in cui svolge attività dando le spalle a una unica fonte di luce.

               

I processi di ventilazione naturale consentono un raffrescamento passivo nei mesi caldi che rende sostanzialmente non necessaria la climatizzazione estiva meccanica. I due grandi patii vetrati intersecano le sezioni e lo spazio connettivo centrale, la “piazza”, portando direttamente all’interno sole e vegetazione naturale, in modo da rendere evidente agli alunni il passare delle ore del giorno e delle stagioni.

Lo spazio “connettivo” centrale, dedicato anche alle attività libere, si configura come un vero e proprio spazio “collettivo”: la connessione operata da questo grande ambiente non è solo tra le parti dell’edificio ma anche tra gli alunni che, occasionalmente, diventano un “collettivo”. La “piazza” è, in definitiva, uno spazio connettivo e collettivo. La completa modulabilità degli spazi consente un uso molteplice sia degli spazi “canonici” della sezione sia delle aule speciali, di diverse dimensioni e assemblabili come unico spazio trasversale, connesso alla piazza centrale. La nuova scuola si configura come un edificio a energia quasi zero per la completa compensazione del fabbisogno energetico (comunque ridotto da un involucro molto efficiente) tramite la produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici. Ma la sostenibilità dell’edificio non è certo solo una questione di produzione di energia da fonti rinnovabili: materiali a basso impatto ambientale, illuminazione ottimizzata, ventilazione naturale per il raffrescamento estivo sia diurno che notturno, riuso irriguo delle acque piovane, tetto giardino, sono alcuni degli aspetti di sostenibilità passiva che rendono elevato il comfort interno dell’edificio e molto basso il costo ambientale del ciclo di vita dell’edificio.

Crediti:
Progetto Architettonico
Alessandro Luigini (capogruppo), Fabrizio Susi, Pierangelo Palmisano, Claudio Pierfederici, Emanuele D’Amico (progettisti) Nicola D’Alessandro, Marilisa Di Cecco, (Collaboratori)
Progetto Strutturale
Valerio Bianchini
Progetto Impiantistico e tecnologico
Pierluigi Fecondo, Emilia Simone
Visualizzazione
Giampietro Di Pietro