SeniorCity Cortina D’Ampezzo

 

Il complesso residenziale SeniorCity si sviluppa secondo un approccio che prende forma a partire dalla osservazione dei nuclei originari dei villaggi Ampezzani: fattori ambientali ed antropici assieme a materiali del luogo, concorrono nella realizzazione di un insieme di volumi che ottimizzano il benessere per chi li abita. Come nei villaggi originari, nella forma tipica e autoctona, i corpi di fabbrica si sviluppano in modo da contrastare i venti dominanti, proteggendosi l’un latro, e ottimizzando il guadagno solare delle singole unità abitative. Nasce così un edificio che ricorda i villaggi che hanno reso singolare il paesaggio della Conca Ampezzana ma che non rinuncia al proprio ruolo e obiettivo di progetto contemporaneo. In particolare, vista la composizione di 30 alloggi e la fruizione di un massimo di 60 persone, ci pare opportuno valutare prioritariamente il riferimento tipologico e architettonico di un intero nucleo di edifici (villaggio) che quello di un singolo edificio (casa rurale ampezzana).
E proprio come in un piccolo villaggio (normalmente formato da 12-15 abitazioni), il leggero pendio del lotto è assecondato dalla disposizione dei corpi di fabbrica che si susseguono e sovrappongono, in un gioco di “strade” e stecche di residenze, di corpi fuori terra e pseudo-ipogei che rende la struttura architettonica integrata con la morfologia del suolo, anche minimizzando l’impatto volumetrico del fabbricato.

Concept

L’edificio si configura come un unico stabile, scomposto in livelli differenti, e successivamente disposti adagiandoli sul terreno, specializzando non solo l’impatto figurativo ma anche le risposte alle istanze ambientali di progetto. I due corpi di fabbrica alti, ad esempio, proteggono dal vento gli spazi collettivi al centro del complesso mentre i corpi di fabbrica bassi si configurano quasi come degli ipogei che minimizzano l’impatto figurativo dell’edificio stesso nel paesaggio naturale Ampezzano.
La dimensione del residence (per numero di ospiti) è superiore ai nuclei originari tipici della zona Ampezzana, rafforzando l’idea dell’organizzazione per corpi autonomi dell’edificio: un unico corpo di fabbrica rischierebbe, infatti, di favorire una condizione di alienazione o una più generale sensazione di disorientamento ed estraniamento. Queste condizioni di mancato benessere sono da ritenersi molto problematiche soprattutto per l’utenza over65. In definitiva si considera sconsigliabile il passaggio da un tipo residenziale genericamente isolato, a un tipo intensivo. Per tale ragione gli alloggi sono aggregati in serie di 4 o massimo 5 unità. Anche nelle scelte dei materiali di finitura degli alloggi e delle aree collettive si è preferito, oltre che per continuità storica, l’utilizzo di materiali che potessero rendere i nuovi ambienti per gli utenti, uno spazio rassicurante e compatibile con l’edilizia locale: pietra locale, legno e intonaco bianco sono gli ingredienti con cui tutta la “pelle esterna” dell’edificio è strutturata.

La composizione delle stecche si snoda su due punti notevoli: lo spazio di ingresso, integrato con il winter garden, e un grande spazio vuoto attorno a cui si collegano le stecche superiori e che funge da raccoglitore di acque piovane e garantisce l’illuminazione dall’alto della sala polivalente.

Il concept energetico dell’edificio integra l’approccio bioclimatico della progettazione complessiva, informando le scelte formali, funzionali e tecnologiche in relazione al dialogo con gli elementi climatici e microclimatici dei sito, con le soluzioni tecnologiche dei sistemi impiantistici. L’obiettivo è quello di massimizzare, anche in relazione all’orientamento e comunque privilegiando gli aspetti paesaggistici e ambientali, i contributi esterni favorevoli, minimizzare l’impatto delle condizioni climatiche più avverse, al fine di assicurare le migliori condizioni di benessere all’interno degli spazi abitativi singoli e comuni, realizzando le condizioni ottimali per un ridotto fabbisogno di risorse energetiche. L’edificio si chiude sui versanti maggiormente esposti ai venti dominanti, sul versante Nord e parzialmente sul versante Est, per aprirsi sui quadranti Sud e Sud-Ovest al fine di godere maggiormente degli apporti solari gratuiti. Le grandi superfici vetrate e il wintergarden assicurano guadagni solari diretti e indiretti, contribuendo alle condizioni di comfort termico e visivo, grazie all’elevata percentuale di daylighting utilizzata. I frangisole fissi esterni e le schermature mobili interne assicurano la possibilità di modulare la quantità di luce e calore provenienti dall’esterno, soprattutto nelle condizioni di eccessivo irraggiamento solare.

schema funzionamento bioclimatico

Gli impianti tecnologici prevedono l’utilizzo di sistemi ad elevata efficienza energetica e il ricorso a fonti rinnovabili, nel pieno rispetto delle disposizioni legislative europee ed internazionali, con l’obiettivo di realizzare un edificio “NZEB” (Near Zero Energy Building).
La generazione termica sarà assicurata da una caldaia a biomasse, alimentata da cippato di legno proveniente da filiera corta, di potenzialità 80 kW che coprirà il fabbisogno di energia per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. Ad integrazione della produzione termica della caldaia sarà installato un impianto solare termico, costituito da circa 40 mq di collettori solari sottovuoto e bollitori di accumulo per un volume complessivo pari a 5.000 litri.
Il sistema di emissione sarà realizzato con impianto radiante a pavimento in tutto l’edificio, con integrazione mediante radiatori a bassa temperatura nei servizi igienici, mentre nei locali ad uso comune potranno essere previsti sistemi aeraulici in grado di assicurare, oltre al ricambio meccanico dell’aria, anche il raffrescamento estivo. La regolazione avverrà secondo una strategia di controllo per zona e per singolo ambiente, anche mediante centralina climatica, e sarà integrata in un sistema BMS (Building Management System), al fine di semplificare e rendere comunque efficienti le operazioni di gestione degli impianti in funzione delle particolari esigenze dell’utenza.
Importante sarà l’integrazione domotica di sistemi utili al comfort degli utenti, soprattutto pensando alle ridotte capacità percettivo-motorie.
I consumi elettrici saranno coperti, quasi interamente, da un impianto fotovoltaico di potenza pari a 80 kWp, realizzato con moduli policristallini installati sulla copertura con sistemi di montaggio e sottostrutture di fissaggio idonei all’eventuale successiva rimozione e collocazione in altra sede per garantire l’utilizzo dell’impianto sia nel primo che nel secondo lotto.

Planimetria del primo livello (interrato)

Planimetria del secondo livello (ingresso)

Planimetria del terzo livello

Prospetti prima fase

Prospetti seconda fase

Sezione seconda fase

Crediti:
Progetto Architettonico
Alessandro Luigini (capogruppo), Fabrizio Susi, Emanuele D’Amico (progettisti)
Nicola D’Alessandro, Marilisa Di Cecco, Pierangelo Palmisano, Claudio Pierfederici, Sandro Zivelli (Collaboratori)
Progetto Strutturale
Valerio Bianchini
Progetto Impiantistico e tecnologico
Pierluigi Fecondo
Visualizzazione
Giampietro Di Pietro